Carta da parati: novità o antichità?
La carta da parati ha caratterizzato gran parte delle case di mezza Europa negli anni ’70, in tutti i colori, le geometrie e le applicazioni; ha vivacizzato gli ambienti e gli oggetti per poi sparire per alcuni decenni, sostituita dall’industria degli intonaci e delle tinteggiature.
Recentemente la carta da parati torna alla ribalta e si propone come alternativa non solo per le finiture degli spazi interni di case, uffici e attività commerciali ma anche per esterni o bagni, dove prima la presenza di umidità ed agenti atmosferici ne impediva l’applicazione. Inoltre grazie alla particolare attenzione di designer e produttori alla salubrità degli ambienti e alla salvaguardia ambientale, le carte da parati sono diventate ecologiche, riciclabili e atossiche.

Il nonno della carta da parati è stato probabilmente l’arazzo utilizzato nel Medioevo per ornare palazzi e castelli; tessuto a mano con materiali preziosissimi, era accessibile solo ai signori di un tempo, poi con la rivoluzione commerciale e l’arrivo della carta dalla Cina l’arazzo venne sostituito da carta dipinta a mano e applicata alle pareti. Rimaneva quindi un materiale preziosissimo ma economicamente accessibile ad una platea maggiore, fino a quando, attraverso l’industrializzazione, è stato possibile processare la produzione della carta e lo stampaggio.
Fino a pochi decenni fa la carta da parati era disponibile soltanto in rotoli, realizzata in carta o TNT, attualmente invece la carta da parati è un materiale altamente tecnico che offre un’ampia versatilità. Prima di tutto la stampa digitale ha reso possibile stampe inimmaginabili rispetto a quello che poteva essere realizzato con la stampa tradizionale, vincolata dalla larghezza del rotolo. Inoltre il materiale impiegato può variare dalla semplice carta (anche ecologica) che rende la carta da parati leggera ma delicata e meno durevole, al TNT (pasta di cellulosa e fibre) che permettono la posa in esterno o in ambiente umido (perfino nel box doccia).
Le carte da parati possono vantare oggi proprietà fonoassorbenti e fonoisolanti per migliorare il comfort acustico degli ambienti, o resistenza al fuoco per le applicazioni in hotel o luoghi di lavoro. Sempre più clienti valutano la applicazione della carta da parati in alternativa alla tinteggiatura, soprattutto per la bellezza della finitura, la velocità di applicazione e la durabilità. Molte carte sono inoltre lavabili, quindi si prestano ad essere applicate anche nelle camere dei bambini o in cucina e non si ingialliscono con il tempo.

D’obbligo comunque ricordare che in caso di modifica del paramento murario, come ad esempio appendere un quadro, eseguire una traccia per installare una nuova presa, modificare un’apertura in un muro, occorre intervenire con dei rattoppi. Pertanto la decisione va presa considerando la carta un elemento di decoro duraturo, su superfici su cui non si prevede di intervenire nel futuro e con colori e fantasie di cui si è sicuri di poterci convivere a lungo.


